20 anni di Gay Help Line 800 713 713 in Italia: quasi 400 mila contatti e oltre 3 mila volontari

Dal caso di Andrea, il ragazzo dai pantaloni rosa, ai nuovi allarmi su famiglia, scuola e rete: post Covid. Tra i testimonial Maionchi, Ayane, Cucinotta e l’ambasciatore USA Thorne.
Nel luglio 2005 fu brutalmente ucciso Paolo Seganti perché gay, ed è proprio a lui che è stato dedicato il Contact Center Gay Help Line 800 713 713, attivato per la prima volta in Italia il 16 marzo 2006 grazie al sostegno del Sindaco di Roma Walter Veltroni e dell’assessora Mariella Gramaglia. Il servizio, rivolto fin da subito a tutta la comunità LGBTQAI+ in Italia, in 20 anni ha ricevuto quasi 400 mila contatti e formato oltre 3 mila volontari con 38 corsi di formazione per operatori e centinaia di corsi di aggiornamento, creando una numerosissima squadra di persone volontarie e professioniste che in questi anni hanno cercato di non lasciare mai sola nessuna persona che chiedesse aiuto.
Dall’analisi dei dati dei 20 anni del servizio emerge che i fenomeni discriminatori in famiglia, a scuola e nella società, dal 2006 al 2019 in costante diminuzione, sono tornati ad aumentare dopo la pandemia, tornando quasi ai livelli dei primi anni ed in alcuni casi li hanno superati. Questo dato conferma quanto sia ancora necessario un presidio di ascolto e tutela come Gay Help Line, soprattutto per le nuove generazioni.
Nel 2009 Gay Help Line è stato il primo servizio ad essere riconosciuto parte civile nel processo per la violenta aggressione avvenuta all’EUR ai danni di una coppia di ragazzi gay, processo in cui per la prima volta è stato riconosciuto il movente omofobo come aggravante, grazie anche al lavoro dell’avvocato Daniele Stoppello, tra i fondatori del servizio, prematuramente scomparso.
Nel 2011 il servizio Gay Help Line è stato inserito nel Libro Bianco del Ministero delle Pari Opportunità e, negli anni, ha collaborato anche con il Ministero dell’Istruzione e la Regione Lazio. Fondamentali il supporto dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000, del Comune di Roma e della Chiesa Valdese e, che hanno consentito la continuità delle attività fino ad oggi.
Tra i casi che abbiamo trattato non possiamo dimenticare quello di Andrea Spezzacatena nel 2012, diventato noto alle cronache come “il ragazzo dai pantaloni rosa”. Proprio grazie all’ascolto dei compagni di scuola che chiamarono Gay Help Line per raccontare l’omofobia che Andrea subiva, fu segnalata la pagina Facebook alla madre, che poté così comprendere quanto il figlio stesse soffrendo, e all’OSCAD, l’osservatorio del Ministero dell’Interno contro le discriminazioni. Quella storia è stata recentemente portata al cinema con l’omonimo film.
Gli anni 2012 e 2013 hanno visto un forte incremento dei casi di bullismo e dei suicidi di giovani LGBTQAI+, a cui è stato dedicato lo spot del 2014 interpretato dall’attore Edoardo Valdarnini. Tra i testimonial che in questi anni hanno sostenuto Gay Help Line ricordiamo, tra gli altri, Malika Ayane e Mara Maionchi (2011), Maria Grazia Cucinotta (2009), l’ambasciatore degli Stati Uniti David Thorne (2010), Stefano Campagna del TG1 (2008), l’attore Lorenzo Richelmy (2015) e Alessandro Baracchini di Rainews (2019).
Ascoltando le esigenze di migliaia di persone utenti che ci hanno chiamato, abbiamo attivato nuovi servizi come la chat Speakly, pensata per consentire alle nuove generazioni di denunciare gli abusi senza il rischio di essere ascoltate in casa. Ricordiamo, ad esempio, la telefonata di un giovane ragazzo interrotta dalle urla della madre che aveva sentito la conversazione: da lì è nata l’idea di creare una chat, realizzata nel 2016 grazie al sostegno della Regione Lazio e del Ministero del Lavoro, che oggi riceve in media circa 6 mila contatti l’anno.
Sempre per rispondere ai bisogni concreti delle persone, nel 2012, grazie alla Provincia di Roma e poi alla Croce Rossa, è stato avviato il percorso che ha portato nel 2016 all’apertura di REFUGE LGBT, la prima casa famiglia per vittime di omotransfobia in Italia, pensata per quei tanti giovani cacciati di casa. Su questo modello, grazie al lavoro con UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e al fondo per le vittime LGBTQAI+, proposto al Parlamento proprio a partire dall’esperienza di Gay Help Line e approvato nell’agosto 2020, sono state avviate in questi anni numerosi CAD (centri contro le discriminazioni) sul territorio nazionale.
Per i 20 anni del servizio abbiamo avviato una campagna nazionale che parte dal restyling del logo e dal nuovo claim “C’è sempre una voce con te”, che ricorda che ci siamo stati e ci saremo sempre al fianco di chi ha bisogno di sostegno. Come ogni anno, nel mese di maggio pubblicheremo il rapporto completo con i dati dei 20 anni del servizio, in cui saranno approfonditi l’andamento dei casi di omotransfobia segnalati e seguiti.
Abbiamo inoltre realizzato un video per ripercorrere i nostri interventi sui media e nella società in questi anni, in cui sono raccolte testimonianze e servizi andati in onda in molti telegiornali e programmi televisivi, ad esempio quelli condotti da Maurizio Costanzo, Stefano De Martino, Federica Panicucci e Bianca Berlinguer.
Tutto questo è stato possibile grazie ai partner che ancora oggi ci sostengono, ma soprattutto grazie al lavoro quotidiano di migliaia di persone volontarie e professionisti che in questi vent’anni hanno reso Gay Help Line un presidio essenziale contro l’omotransfobia e un punto di riferimento per chi cerca ascolto, protezione e diritti.
Fabrizio Marrazzo Fondatore Gay Help Line 800 713 713
Alessandra Rossi Coordinatrice Gay Help Line 800 713 713




